Nelle fotografie sembro sempre o un folletto o una strega. Non posso scegliere quale delle due versioni di me comparirà, ma in ogni foto finisce inevitabilmente per prevalere l'una o l'altra e, a dire il vero, nessuna delle due mi entusiasma. Non sono mai stata fotogenica nel senso più stretto del termine, quella qualità che di solito viene associata alla simmetria del volto. Non è mai stato un problema che mi abbia turbato troppo, anche se nell'ultimo anno mi sono ritrovata a osservare le fotografie di me stessa con uno sguardo molto più critico.
In parte dipende probabilmente dal fatto che oggi ci vediamo molto più spesso di un tempo. Le videochiamate sono diventate uno dei principali strumenti di comunicazione: tra Zoom e FaceTime siamo continuamente messi di fronte alla nostra immagine. Gli specchi non sono più soltanto oggetti fisici: sono diventati presenze digitali costanti, integrate nel nostro modo di lavorare e di vivere. Se poi aggiungiamo la crescente normalizzazione della chirurgia estetica, è facile capire perché così tante persone sentano una forte pressione a rendere il proprio volto sempre più "perfetto".