Momenti speciali

L'unica foto di nozze tradizionale che mi sono resa conto di volere

Perché trovare un equilibrio tra gli scatti spontanei e l’unica foto tradizionale su cui insisteva sua madre si è rivelato, per Ella Alexander, molto più importante del previsto

Ella Alexander

10 giu 20266 min

L'unica foto di nozze tradizionale che mi sono resa conto di volere
L'unica foto di nozze tradizionale che mi sono resa conto di volere

Quando ho iniziato a organizzare il mio matrimonio, avevo poche certezze assolute: lo sposo, la destinazione, i miei fratelli come "damigelli d’onore" e lo stile delle fotografie. Tutto il resto era negoziabile. Volevo sposarmi a Catania, la mia seconda casa del cuore, una città siciliana in cui torno fin da quando l’ho scoperta poco più che ventenne. Le fotografie dovevano essere vive, dinamiche, con uno sguardo quasi giornalistico. Accanto ai momenti più importanti, come lo scambio delle promesse e il primo ballo, volevo anche immortalare tutto ciò che accade nel mezzo.

Nessuno può essere ovunque durante il proprio matrimonio e io volevo catturare quei piccoli dettagli che altrimenti mi sarei persa. Volevo che le fotografie raccontassero lo spirito dell’intera giornata, dall’inizio alla fine. Catania è una città autentica e piena di carattere, e le immagini dovevano coglierne l’anima. Forse perché sono una scrittrice e giornalista, desideravo che raccontassero una storia sincera e senza filtri: in poche parole, non avevo alcun interesse per le foto in posa.

Ella ha scelto Catania come destinazione per il suo matrimonio. Foto: Unsplash

Foto: Unsplash

Uno dei vantaggi di sposarsi a quasi quarant’anni è aver partecipato a un numero sufficiente di matrimoni da sapere esattamente che cosa ti piace e che cosa no. Avevo visto troppe coppie sparire per un tempo interminabile durante i festeggiamenti per fare le classiche foto di rito. Sarebbe stata la festa più bella della mia vita e non avevo alcuna intenzione di perdermene neanche un istante.

Mia madre era sconvolta. "Quelle foto tutti insieme conteranno molto più di quanto immagini", mi ha detto con calma e autorevolezza. Dopo una delle tante serate piene di tensione dedicate ai preparativi, abbiamo trovato un compromesso. Lei ha accettato che nella nostra playlist ci fossero al massimo due canzoni degli ABBA e io ho acconsentito a fare due fotografie di gruppo tradizionali: una dopo la cerimonia con i familiari più stretti e una con tutti gli invitati, fuori dalla location.

La foto di nozze dei genitori di Ella

Nei mesi successivi ogni tassello è andato al suo posto. Dame Zandra Rhodes, con cui stavo scrivendo un libro, ha avuto la gentilezza di prestarmi un abito della sua collezione. Del cibo si sarebbe occupato un amico di amici siciliano. I fiori sarebbero stati semplici: soprattutto rami d’ulivo ed eucalipto, con qualche alstroemeria bianca. I siciliani erano inorriditi e si chiedevano perché avessi scelto come elemento principale delle decorazioni quella che per loro è una comunissima erbaccia.

Sarebbe stata la festa più bella della mia vita e non avevo intenzione di perdermene neanche un istante

Dame Zandra Rhodes ha prestato a Ella un abito della sua collezione. Foto: Noemi Alessandra

Ella con il marito e il figlio. Foto: Noemi Alessandra

Abbiamo scelto l’incredibile bellezza di Palazzo Biscari come location del matrimonio. Io e mio marito non siamo il tipo di persone che si sposano in un sontuoso palazzo barocco, ma c’era un legame personale. Quattro anni prima avevamo soggiornato in un Airbnb sotto il palazzo, in quelli che un tempo erano gli alloggi della servitù: un seminterrato con soffitti a volta e poca luce. Vivevamo da appena due mesi nel nostro piccolo appartamento quando abbiamo stretto amicizia con la famiglia che ancora oggi abita il palazzo, discendente degli antichi e aristocratici proprietari, che ci ha generosamente messo a disposizione il suo cortile privato per la cerimonia e suggerito di utilizzare anche il resto del palazzo, spesso affittato per eventi, come cornice del nostro matrimonio.

Trovare la fotografa giusta si è rivelato più difficile del previsto. Dopo aver sfogliato innumerevoli portfolio fin troppo ricercati, abbiamo trovato Noemi Alessandra, una fotografa di Catania con un talento speciale per gli scatti spontanei e autentici. Il suo lavoro è l’opposto delle pose costruite: riesce a raccontare con naturalezza una coppia e il suo mondo.

La coppia ha scelto Palazzo Biscari come location del matrimonio

Il grande giorno è arrivato e passato, ed è stato ancora più bello di quanto avessimo immaginato. Camminare per le strade della città che amo di più, insieme alla mia famiglia, per sposare l’uomo della mia vita è uno dei miei ricordi più belli, e da lì in poi tutto è diventato ancora più speciale. Abbiamo condiviso enormi vassoi di pasta e fatto scoprire a nostro figlio di 18 mesi la gioia impareggiabile degli arancini. Abbiamo ballato su balconi decorati e sotto soffitti affrescati al ritmo di DJ Luck e MC Neat. Le due foto di gruppo sono state scattate così velocemente che quasi non me ne sono accorta, a testimonianza del talento della nostra fotografa. Nei giorni successivi al matrimonio abbiamo continuato a incontrare gli invitati, che avevano trasformato le nostre nozze in una vacanza condivisa.

Qualche mese dopo sono arrivate le fotografie e, una sera di venerdì, con una Moretti in mano, le abbiamo guardate una a una. Raccontavano alla perfezione i momenti grandi e piccoli: le manine dei bambini che si allungavano verso i tranci di pizza, mio nonno in piedi con il fazzoletto alzato mentre entravamo al ricevimento sulle note di un brano di garage music, io e mio marito che ci baciamo con nostro figlio in mezzo, io e i miei fratelli che ci abbracciamo dopo i loro discorsi.

La foto di gruppo. Foto: Noemi Alessandra

Ella e i suoi fratelli. Foto: Noemi Alessandra

Verso la location. Foto: Noemi Alessandra

Tra queste c’era una fotografia di gruppo con oltre 120 invitati schierati sui gradini del palazzo prima del ricevimento. Noemi doveva averci chiesto di gridare qualcosa, perché stanno tutti ridendo, tranne nostro figlio, che sembra sul punto di avere una crisi di pianto. Ci sono persone che appartengono a ogni fase della nostra vita: amici dell’asilo, della scuola, dell’università e del lavoro, oltre a fratelli, sorelle, zii, zie, cugini, nonni, padrini, madrine e genitori. La madre di mio marito era morta poco prima del matrimonio, quindi non posso dire che tutte le persone che amavamo fossero presenti. Ma quella fotografia è la somma di tutto ciò che siamo, il ritratto del mondo che avevamo costruito insieme.

Quando guardo questa immagine, mi colpisce il numero di persone che hanno percorso centinaia di chilometri per essere con noi quel giorno. C’è qualcosa di potente nelle dimensioni di quel gruppo: tutte queste persone che, in mille modi diversi, grandi e piccoli, sono importanti per me e per mio marito, ciascuna un tassello fondamentale della nostra storia. C’è un motivo se quasi tutte le coppie finiscono per incorniciare questa fotografia. Racconta esattamente chi c’era in quel preciso momento: rappresenta il meglio di noi, un censimento fotografico di chi eravamo e di chi siamo.

C’è un motivo se quasi tutte le coppie incorniciano questa foto. È il censimento fotografico di chi erano e di chi sono. Rappresenta il meglio di noi

Non molto tempo fa, i miei genitori hanno festeggiato il loro quarantesimo anniversario di nozze e, come sempre, è ricomparso l’album di quel giorno. Io, i miei fratelli e i miei cugini l’abbiamo sfogliato insieme, osservando con attenzione ogni fotografia. C’era mia madre, splendida nel suo abito da sposa cucito dalla nonna, e mio padre con un improbabile fusciacca da smoking rossa e i baffi che si era fatto crescere per sembrare più adulto, con il risultato di assomigliare a un cameriere spagnolo. Sembrano incredibilmente felici e innamorati.

Non ci sono foto di balli sfrenati né scatti spontanei di bambini che corrono ovunque, ma c’è la fotografia di gruppo. Mia madre ci ha raccontato chi erano le persone nella foto, incluso chi nel frattempo non c'era più, perché scomparso o semplicemente perso di vista. Avevo visto quella foto molte volte, ma dopo il mio matrimonio ho iniziato a guardarla con occhi diversi, apprezzando in modo nuovo il fatto di vedere riunite in quel giorno speciale tutte le persone che avevano un ruolo importante nella vita dei miei genitori.

La famiglia e gli amici più cari della coppia. Foto: Noemi Alessandra

Sono passati appena 18 mesi dal nostro matrimonio e abbiamo già perso una persona a noi carissima: qualcuno che era in quella foto e che se n’è andato troppo presto. Sono immensamente felice che faccia parte di quell’immagine, mentre sorride verso l’obiettivo con i suoi due figli tra le braccia.

Forse lui non sarà molto interessato, ma non vedo l’ora di mostrargli quella foto, il che rappresenta anche un ottimo promemoria per stampare finalmente un album con le nostre immagini. Io e mio marito gli indicheremo gli zii, i nonni, i padrini e le versioni più giovani dei bambini con cui, spero, continuerà a giocare. Probabilmente dirà qualcosa di vagamente esasperante, tipo: "Come eravate giovani!" oppure: "Ma come siete vestiti?", che in fondo è la reazione giusta davanti a qualsiasi foto dei propri genitori di qualche anno prima. E io gli ripeterò la stessa cosa che mia madre ha detto a me: "Segnati le mie parole: il giorno del tuo matrimonio vorrai la stessa identica foto".

Scarica l'app

Trova più velocemente le foto che stai cercando con funzionalità esclusive come il riconoscimento dei volti e gli album smart.

App StoreApp Store
Scarica l'app