Fotografia
La parola all'esperto: raccontare i legami famigliari con Anya Tilden
Scopri come ottenere scatti naturali, pieni di gioia e di calore
Lucy Halfhead
Responsabile editoriale di Popsa
22 Oct, 2025∙8 min


Fotografia
Scopri come ottenere scatti naturali, pieni di gioia e di calore
Lucy Halfhead
Responsabile editoriale di Popsa
22 Oct, 2025∙8 min


Anya Tilden è una fotografa specializzata in servizi di famiglia, maternità e neonati con sede nella zona nord di Londra. Prima di dedicarsi completamente alla fotografia, ha lavorato per oltre dieci anni nella pubblicità creativa, tra Mosca e Londra. La fotografia ha sempre fatto parte della sua vita: ha imparato con un cimelio di famiglia, una macchina analogica Zenit dell’epoca sovietica, e non ha mai smesso.
Dopo la nascita dei suoi due figli, Anya ha deciso di lasciare l’agenzia per cui lavorava e ricominciare, costruendo qualcosa di suo. Quello che era nato come un modo per custodire i piccoli ma preziosi momenti vissuti con la sua famiglia si è trasformato in una nuova carriera.
I suoi lavori sono apparsi su PhotoVogue, Iconic e SheerLuxe; recentemente la rivista Heartful l’ha inserita tra i 20 fotografi di famiglia che stanno "cambiando le regole del gioco". Il suo approccio delicato e l’attenzione all'autenticità dei legami l’hanno resa un punto di riferimento per le famiglie che desiderano immagini sincere e naturali.
Naturale, caldo e autentico.
Foto: Anya Tilden
La fotografia di famiglia cattura molto più dei volti. Racconta le piccole storie tra le persone che si vogliono più bene. Dalla gioia mescolata a quella sensazione surreale di stanchezza che regala un neonato, al caos dei giochi ovunque, del rumore e del movimento continuo che crea un bambino di pochi anni, all'ottimismo e al cambiamento che accompagnano la crescita di un bambino più grandicello.
Ogni famiglia ha una sua storia, e il nostro lavoro è farla emergere. Questo spesso significa entrare nel loro mondo, nella loro casa, nel loro weekend e nella loro routine. Ti ritrovi in ambienti che non conosci, immersa nella quotidianità altrui, a volte tranquilla, più spesso frenetica. In mezzo a tutto questo, devi trovare la luce giusta, capire come usarla e lavorare in modo creativo con lo spazio che hai a disposizione. Alcune famiglie sono timide e hanno bisogno di tempo per sciogliersi. Altre si comportano come se fossero su un palcoscenico. In ogni caso, impari ad adattarti, a leggere l’atmosfera e a essere pronta a tutto.
Foto: Anya Tilden
Il mio stile unisce fotografia lifestyle e fotografia di famiglia in stile documentaristico. Nei servizi lifestyle posso guidare la famiglia con delicatezza, magari suggerendo dove sedersi o come orientarsi verso la luce, ma l’obiettivo è sempre ottenere un risultato naturale. Le immagini devono apparire spontanee e piene di vita.
La fotografia documentaristica è pura osservazione. Entri nello spazio della famiglia e catturi ciò che accade, senza dirigere o modificare nulla. Il mio approccio si colloca a metà strada. Do indicazioni minime, di solito quando noto una bella luce. Se il sole illumina delicatamente una mamma e il suo bambino, posso suggerire un lieve movimento per mettere in risalto la manina del piccolo. La luce riesce a enfatizzare l’emozione in modo sottile, senza alterare il momento.
Quando si lavora con i bambini, è meglio non pianificare troppo. Hanno i loro ritmi e sono loro a dettare i tempi del servizio. Se vogliono giocare, si gioca. Se hanno bisogno di una pausa, ci si ferma. Ed è proprio in quei momenti che spesso nascono le foto migliori.
Prima del servizio, fate due chiacchiere con il fotografo. Una breve telefonata aiuta tutti a sentirsi più sereni e permette di chiarire eventuali dubbi. Con i bambini piccoli, gli scatti al mattino funzionano meglio: sono riposati e rilassati e hanno voglia di giocare. Pensate a ciò che vi piace fare insieme come famiglia. Leggere, suonare, correre o fare le bolle di sapone creano momenti semplici e naturali. Svolgere un'attività aiuta a dimenticarsi della macchina fotografica e a concentrarsi gli uni sugli altri.
Foto: Anya Tilden
È assolutamente normale che i bambini perdano la concentrazione o diventino irrequieti. Gestire le aspettative fin dall’inizio aiuta molto. Dico sempre ai genitori che va benissimo se i bambini non fanno necessariamente quello che ci si aspetta. Genitori tranquilli aiutano ad avere bambini tranquilli. Non bisogna mai forzarli: lasciateli fare ciò che vogliono. Alcuni degli scatti migliori nascono proprio quando i bambini sono semplicemente loro stessi. Se serve un ritratto, trasformo il servizio in un gioco, magari chiedendo di cercare una farfalla vicino all’obiettivo o di mostrarmi il sorriso più grande che riescono a fare. I servizi dovrebbero essere brevi, circa un’ora, per evitare che i bambini si stanchino o ricevano un eccesso di stimoli.
Foto: Anya Tilden
La cosa più importante è che la famiglia si senta a proprio agio. Quando arrivo, non inizio immediatamente a scattare: parlo con le persone, creo un legame con i bambini e mi assicuro che tutti si sentano a loro agio. Durante il servizio continuo a parlare e resto visibile. Mostro il mio volto, mantengo il contatto visivo quando possibile e faccio domande sulla loro vita e sulla loro quotidianità. Questo li aiuta a concentrarsi sullo stare insieme, più che sull’essere fotografati. Anche usare la modalità silenziosa fa una grande differenza: se non sentono lo scatto, si dimenticano che sto fotografando e i loro movimenti restano naturali e rilassati.
Foto: Anya Tilden
Mi piace molto includere gli animali domestici nei servizi fotografici: dopotutto, fanno parte della famiglia. Uno dei miei ricordi preferiti è un servizio maternità in cui un criceto si arrampicava sul pancione della futura mamma mentre lei lo accarezzava con dolcezza. Ne sono nate immagini tenerissime. Cibo e premietti possono aiutare, ma la cosa più importante è lasciare che gli animali si comportino in modo naturale e cogliere l’attimo.
Foto: Anya Tilden
La comodità è fondamentale. Meglio evitare nero, bianco e colori fluo, capi con loghi grandi o fantasie troppo vistose, che distolgono l’attenzione dai volti. Anche i tessuti lucidi, come paillettes o raso, possono riflettere eccessivamente la luce. Texture morbide e tonalità sovrapposte creano un effetto caldo e naturale. Se le foto verranno appese in casa, vale la pena considerare come colori e fantasie si inseriranno nell’ambiente.
Foto: Anya Tilden
La luce è fondamentale. Preferisco quella naturale, che poi adatto con tende, specchi o alberi. In casa l’atmosfera è più intima e rilassata, soprattutto con i neonati. I bambini si trovano in un ambiente familiare, e questo rende le foto più naturali. Gli scatti all’aperto funzionano bene con i bambini più grandi, che hanno bisogno di spazio per muoversi. Evito le zone con troppa vegetazione, dove il verde crea riflessi sui volti, e scelgo invece angoli ombreggiati per una luce più morbida.
La mattina: la luce è più morbida e i bambini sono pieni di energia.
Foto: Anya Tilden
Un servizio che ricordo con particolare affetto è stato quello con due bambini pieni di energia, in una giornata buia e piovosa. La luce naturale era poca, così ho usato un tempo di scatto lento per catturare il movimento. L’effetto mosso ha dato alle immagini un’energia vivace e giocosa. Poi ci siamo spostati nella camera dei genitori, usando lenzuola bianche e uno specchio appoggiato a terra per riflettere la luce. Il risultato? Foto luminose, dinamiche e piene di vita.
Di recente ho fotografato una riunione di famiglia con 15 persone di generazioni diverse. Con un gruppo così numeroso, ho puntato su un mix tra scatti spontanei e pose più strutturate. Per i momenti più naturali, mi sono tenuta a distanza usando una lunghezza focale più lunga, così da non essere di disturbo e catturare interazioni autentiche: persone che chiacchierano, ridono e interagiscono in modo spontaneo.
Per le foto di gruppo, inizio sempre con il classico scatto in cui tutti guardano verso l'obiettivo, poi chiedo di guardarsi tra loro. Questo piccolo trucco dà subito vita all'immagine, aggiungendo calore e autenticità. Quindi, mi avvicino (scatto con obiettivi a focale fissa) per raccontare le diverse relazioni all'interno del gruppo: tra fratelli, genitori e figli, nonni e nipoti.
Spesso le famiglie si concentrano troppo sugli abiti o cercano la posa perfetta. Le foto migliori nascono quando ci si gode semplicemente il tempo insieme. Anche i fotografi, a volte, iniziano a scattare senza prendersi il tempo di creare un legame. Bastano pochi minuti di chiacchiere per cambiare tutto.
Ogni famiglia e ogni casa sono diverse. A volte la luce è scarsa, a volte un bambino è stanco, altre volte lo spazio è più piccolo del previsto. Cerco di restare calma e di essere flessibile. Conoscere bene la mia macchina fotografica e come modellare la luce mi aiuta ad adattarmi rapidamente. Preparazione e pazienza sono più importanti di qualsiasi altra cosa.
Di solito dalle due alle tre ore. Seleziono le foto più riuscite, regolo luce e colore e cerco di mantenere coerenza in tutta la serie. Applico una post-produzione minima, magari correggendo qualche piccola imperfezione se necessario, ma niente di più. Il mio obiettivo è mantenere la naturalezza e l'autenticità delle immagini. La correzione colore è molto delicata, serve solo a valorizzare l’aspetto naturale delle foto. Quando sono soddisfatta, esporto la galleria e la mando alla famiglia.
Foto: Anya Tilden
Guardate i suoi lavori precedenti e ascoltate le sensazioni che vi trasmettono. Se vi piace il suo stile, parlateci. Bastano poche parole per capire se è la persona giusta.
In un servizio fotografico l’esperienza conta quanto le immagini. È tempo trascorso insieme, tra risate e momenti di gioco, che spesso diventa memorabile quanto le foto stesse.
La preparazione è fondamentale. Parlare con il fotografo aiuta tutti a sentirsi a proprio agio. Durante il servizio, rilassatevi e godetevi il momento. Dopo, non lasciate le foto sul telefono: stampatele, appendetele alle pareti, create un album. Con il passare degli anni, avranno sempre più valore.

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