Fotografia
Come scattare foto di famiglia in stile documentaristico
Racconta la realtà e l'energia della vita familiare con i consigli di una fotografa professionista


Fotografia
Racconta la realtà e l'energia della vita familiare con i consigli di una fotografa professionista


Vuoi rendere le tue foto di famiglia più autentiche, evitando pose costruite e puntando su uno stile documentaristico davvero spontaneo? Questo tipo di fotografia spesso racconta storie più coinvolgenti rispetto a uno scatto in studio e, nel giro di pochi anni, diventa una macchina del tempo capace di evocare emozioni e ricordi.
Tuttavia, riprodurre lo stile apparentemente naturale e spontaneo della fotografia documentaristica di famiglia spesso è più complesso di quanto sembri. Senza i giusti accorgimenti, il risultato rischia di essere una serie di soggetti fotografati di spalle, luce piatta, colori spenti. Quando si prova a inseguire l'azione, è facile perdere i momenti migliori e ritrovarsi con immagini confuse, che raccontano poco o nulla. Foto destinate a restare sul telefono o nella fotocamera, anziché diventare parte di un fotolibro, stampe o decorazioni da parete.
Sembra che i fotografi professionisti siano sempre in grado di cogliere lo scatto giusto: ma come fanno a ottenere immagini con quel qualcosa in più? Karina Lax, fotografa pluripremiata con sede a Sheffield e i cui lavori sono stati esposti in varie mostre a livello nazionale, condivide alcuni segreti del mestiere. Il suo lavoro unisce approccio documentaristico ed editoriale/concettuale, con uno sguardo attento alle relazioni interpersonali. Qui trovi i suoi consigli.
Il primo passo per realizzare ottime foto in stile documentaristico è capire il linguaggio della fotografia. Fotografia documentaristica e "candid" (letteralmente, "spontanea") sono la stessa cosa? E il reportage? Anche se questi termini spesso vengono usati come sinonimi, non significano esattamente la stessa cosa, e capire le differenze aiutare può contribuire a migliorare notevolmente le tue foto. Ecco i miei consigli per integrare alcuni elementi chiave della fotografia documentaristica nelle foto di famiglia di tutti i giorni.
Foto: Karina Lax
Per fotografia "spontanea" si intende quella che racconta momenti di vita che sembrano intercettati quasi per caso; le immagini apparentemente non sono pianificate né guidate, sono perfettamente autonome, e i soggetti possono essere consapevoli o meno della presenza della fotocamera. Piccole imperfezioni incluse: anche quelle contribuiscono all'autenticità dello scatto.
Le immagini che percepiamo come spontanee, in realtà, spesso nascondono più preparazione di quanto sembri. Per ottenere buoni scatti di questo tipo, prova ad anticipare l'azione e poi, senza interferire con la scena, trova il punto di osservazione giusto.
Scattare più foto in rapida successione aiuta a catturare i momenti più fugaci. Sullo smartphone, premi il pulsante di scatto più volte usando l'indice invece del pollice. Con reflex o mirrorless, attiva la modalità a raffica, tieni premuto il pulsante e scatta con un'inquadratura ampia.
Foto: Karina Lax
Il fotogiornalismo è spesso associato alla fotografia di reportage, termine che viene talvolta usato come sinonimo di fotografia documentaristica. In realtà, il reportage ha caratteristiche ben precise: racconta gli eventi mentre accadono, con un intervento minimo e forti limitazioni nella manipolazione delle immagini. I soggetti sono poco o per nulla consapevoli della fotocamera e la storia prende forma attraverso una sequenza di scatti.
Oltre a queste limitazioni, nel fotogiornalismo esistono vere e proprie convenzioni per la costruzione delle immagini di reportage. Prova a scattare in orizzontale, utilizza inquadrature ampie per includere azione e contesto e fai in modo che i soggetti non guardino direttamente in camera (approccio che è noto come "abbattere la quarta parete"). Questi semplici accorgimenti daranno immediatamente un taglio documentaristico netto alle tue foto di famiglia.
Foto: Karina Lax
Finché racconti la vita reale, rimani nell'ambito della fotografia documentaristica. Negli ultimi anni il significato del termine si è ampliato, intrecciandosi con altri generi; a mio avviso, è una buona notizia per chi lavora con le immagini, soprattutto quando si tratta di documentare la vita di una famiglia. Avere più libertà rispetto al reportage o al candid tradizionale permette un livello maggiore di pianificazione e direzione, dando vita a immagini o serie visivamente più coinvolgenti; purché naturalmente si mantenga l'autenticità, cioè a condizione che emozioni, ruoli o situazioni non siano finti.
Questo approccio è particolarmente utile con le famiglie. Se un momento importante sfugge, o non ti sembra giusto fotografarlo sul momento, puoi sempre ricrearlo. Ad esempio, ho realizzato un'immagine per rappresentare l'ultimo giorno di scuola primaria di mio figlio, ma non l'ho scattata il giorno stesso. Non mi sembrava giusto trasformare un momento così significativo in un servizio fotografico, in cui inevitabilmente sarei stata più "fotografa" che "mamma". Così abbiamo ricreato la scena con calma, lavorando insieme ed esplorando diverse emozioni attraverso le immagini. Stessi vestiti, stesso posto, stessa ora del giorno. La foto fa parte di una nuova serie intitolata School’s Out! The Primary Years, che puoi vedere sul mio sito. Questo tipo di fotografia documentaristica è il mio riferimento quando fotografo la mia famiglia.
Foto: Karina Lax
Osserva il comportamento della luce nei tuoi ambienti nei diversi momenti della giornata. Prendi mentalmente nota dei punti e dei momenti dove ti sembra particolarmente bella. La prossima volta che un tuo familiare si troverà in quel punto, e l'atmosfera sarà quella giusta, sarai pronto a scattare.
In questa foto si vede un momento di relax dei bambini nella loro casa sull'albero, dopo la prima notte lontano dai genitori. Sapendo che all'alba la luce nella casetta è veramente bella, e che quell'avventura in giardino aveva un valore speciale, avevo la reflex pronta e ho scattato alcune immagini delicate e spontanee dopo una prima chiacchierata mattutina.
Un altro trucco semplice per sfruttare la luce naturale in casa è dare le spalle alla finestra o alla fonte luminosa: in questo modo il soggetto sarà sempre ben illuminato.
Foto: Karina Lax
I miei figli hanno sempre amato giocare nella mia stanza la sera. Ma la luce scarsa spesso rendeva le foto spente e poco nitide, e le angolazioni erano limitate dal disordine o dalle porte aperte. Organizzare uno scatto di giorno mi ha permesso di sfruttare una luce naturale e morbida, e anche di fare un po' di ordine. Abbiamo giocato come sempre, ma con l'aggiunta della fotocamera: e questo scatto è diventato uno dei nostri preferiti di sempre.
In uno spazio più sgombro, puoi rendere le immagini ancora più interessanti cambiando punto di vista: prova a salire su una sedia e inquadrare dall'alto, oppure scatta all'altezza degli occhi o dal basso verso l'alto. Fotografare da un angolo della stanza, spesso, regala composizioni sorprendenti.
Foto: Karina Lax
È vero, reflex, mirrorless e fotocamere analogiche offrono una qualità dell'immagine superiore. Ma la migliore fotocamera sarà sempre quella che hai a portata di mano, che tu preferisca la praticità dello smartphone o abbia l'abitudine di tenere con te una fotocamera più sofisticata.
Durante le vacanze in famiglia, spesso scatto in analogico per rallentare e staccare davvero. Ma una volta ho finito i rullini e, quindi, non potevo più usare la mia fotocamera principale. Il momento era troppo bello per non immortalarlo, così ho usato lo smartphone come una macchina tradizionale: modalità RAW, tempi lenti, scatti deliberati e intenzionali.
Tutti gli smartphone danno fotograficamente il meglio con una buona luce. Per migliorare la qualità delle foto, sfrutta la luce naturale scattando vicino alle finestre, in ambienti ben illuminati o all'aperto.
Foto: Karina Lax
Texture, colori, motivi e forme giocano tutti un ruolo fondamentale. In questa immagine, che raffigura un momento di tenerezza tra i due fratelli, lo sfondo neutro rappresentato dai toni crema, beige, giallo, oro e grigio degli abiti e delle pareti mette in risalto il rosa delle guance e delle labbra. La combinazione di palette, texture, posa ravvicinata e taglio dell'inquadratura rende la foto visivamente armoniosa e invita lo sguardo a soffermarsi su colore, texture e significato.
Foto: Karina Lax
Quando interagisci con un soggetto, qualche smorfia buffa e un pizzico di autoironia possono fare miracoli per sciogliere la tensione. Se la fotografa è più buffa del soggetto, l'imbarazzo sparisce: ecco perché questo trucco non manca mai nel mio arsenale di fotografa di famiglia.
Molti fotografi si sentono a disagio davanti all'obiettivo, e io non faccio eccezione. Così, quando entro nell'inquadratura, mi piace aggiungere un tocco di ironia e rimanere nascosta in bella vista. Indovina chi c'è dentro il pigiama da tigre gigante sullo schienale del divano? Ho scattato impostando l'autoscatto e appoggiando la fotocamera su un mobile, mentre i bambini guardavano la TV (per questa foto ho usato anche un flash portatile con diffusore). Puoi provare anche tu: imposta l'autoscatto e diventa parte della scena in modo inaspettato.
Foto: Karina Lax
Ci sono momenti in cui uno scatto non basta. Come nella fotografia spontanea, non trattenerti: fotografa l'azione con una raffica. La differenza, rispetto a una sequenza, è che questa punta a ricreare una deteterminata atmosfera attraverso più immagini simili che, insieme, compongono una storia.
Le sequenze funzionano benissimo come pagine singole o doppie nei fotolibri. Punta a inserire dalle tre alle nove immagini per pagina, o anche di più se la pagina è doppia. Disposte in una griglia, o semplicemente in fila, possono anche diventare splendide decorazioni da parete.
Foto: Karina Lax
Una struttura narrativa classica può aiutarti molto nella pianificazione di una sequenza di immagini, in particolare quando racconti una giornata fuori casa o una vacanza.
Inizia con un'inquadratura d'insieme, ad esempio l'esterno di casa o il paesaggio in cui si svolge la scena. Poi entra nel vivo, avvicinandoti per fotografare ogni "personaggio", e ancora di più per primi piani e dettagli. Infine, allontanati di nuovo, magari riprendendo le persone di spalle, per lo scatto conclusivo. Selezionando immagini chiave per ogni fase e alternando dettagli e ritratti, costruirai una storia equilibrata e completa.
Foto: Karina Lax
Quando pensiamo a una persona cara, spesso sono i dettagli a riaffiorare: un gioiello, le dita minuscole di un bambino, palpebre delicate, un biglietto scritto a mano. Prova a raccontare l'essenza di una persona concentrandoti sui particolari. Usa il primo piano o la modalità macro, sfrutta la luce naturale e fai attenzione a mettere bene a fuoco quello che cattura il tuo sguardo: lo sfondo sfumerà, lasciando che l'attenzione si concentri dove desideri. Questo tipo di immagini cariche di emozione sono in grado, anche a distanza di anni, di evocare ricordi preziosi.
Foto: Karina Lax