Ispirazione
Dalla pressione alla presenza: ripensare il successo nel 2026
L'autrice Emily Austen spiega perché la felicità appartiene a chi sa rallentare, alzare lo sguardo e vivere in modo consapevole.


Ispirazione
L'autrice Emily Austen spiega perché la felicità appartiene a chi sa rallentare, alzare lo sguardo e vivere in modo consapevole.


Per troppo tempo abbiamo confuso la stanchezza estrema con il successo: svegliarsi sempre più presto, fare il maggior numero di riunioni possibile, essere costantemente impegnate. I messaggi non letti erano un vanto, il riposo un lusso da meritare solo dopo essere arrivata allo stremo.
La gara continua al superlavoro performativo ci ha lasciate esauste, apatiche e alla ricerca disperata di un'alternativa. Cercare di smantellare un sistema che continuiamo ad alimentare per "avere successo" ci ha intrappolate in un circolo vizioso fatto di mediocrità e frustrazione.
Ma ci stiamo svegliando, letteralmente e metaforicamente, e stiamo iniziando a capire che un flusso incessante di input non coincide con il progresso. Quando ho scritto Smarter: 10 Lessons for a More Productive and Less-Stressed Life, volevo mettere in discussione la convinzione diffusa secondo cui essere più impegnate equivale ad avere più successo. La produttività non deve essere una punizione; non significa fare di più, ma fare quello che conta. Eppure continuiamo a confondere velocità e sostanza. Celebriamo l'agenda piena, lo status di Slack sempre attivo, l'importanza esibita, come se fossero traguardi reali. Ma se, per il futuro, il successo non significasse fare di più, ma distinguere tra una vita piena… e una piena di cose da fare?
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Negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Lo vediamo nel linguaggio: siamo passate da "alzati e datti da fare" a "proteggi la tua pace". Dalla glorificazione delle notti in bianco alla romanticizzazione delle "mattine lente". Dal culto del club delle 5 del mattino alla tranquilla ribellione dei realisti delle 8. Non è pigrizia: è evoluzione. Le persone più brillanti che conosco non corrono: si muovono alla cadenza più giusta per loro. Allineano l'ambizione alla propria energia, non all'agenda. Rifiutano il mito secondo cui, per dimostrare il proprio valore, occorre passare dall'esaurimento di tutte le energie disponibili.
In Smarter ho scritto che "l'energia è la vera moneta di scambio, non il tempo". Un'idea sempre più attuale in vista del 2026. Oggi, per prosperare, non conta cercare di comprimere più cose possibile all'interno della giornata, ma progettare sistemi che lavorino per noi. Costruire un'ambizione che alimenta, anziché consumare. La spinta giusta, a quanto pare, viene dal giusto allineamento, non dal caos.
Per decenni abbiamo misurato il successo con le metriche: ricavi, portata, KPI. Ma i numeri non raccontano le nostre sensazioni. Non catturano le risate, i silenzi, le gioie. I nostri telefoni traboccano di foto, ma i nostri pensieri sono frammentati. Scorriamo le giornate, anziché vivere. Registriamo tutto e non ricordiamo nulla. Forse, il futuro del successo non consisterà in quello che riusciamo a realizzare, ma nell'intensità con cui riusciamo a viverlo.
In Smarter, scrivo che ogni momento è uno scambio di energia, e i ricordi sono il nostro ritorno sull'investimento, la prova che sei parte attiva della tua vita, non solo della tua lista di cose da fare. Un'agenda piena non significa una vita piena. A volte la cosa più produttiva che puoi fare è fermarti, osservare, assorbire: trasformare quel che passa in qualcosa che resta. Perché quando guarderai indietro, non ricorderai le ore, ma l'energia.
Popsa vive all'incrocio tra ricordi e consapevolezza. In un mondo sommerso dal rumore digitale, invita a rallentare e a selezionare, anziché accumulare. Trasformare le foto in qualcosa di tangibile è un gesto dal valore non solo sentimentale, ma anche psicologico. Decidere cosa merita di essere conservato è un piccolo atto di ribellione contro la frenesia del quotidiano. Sappiamo bene quanto i social possano interferire con il nostro benessere mentale. Ma la pressione ad alimentarli con contenuti patinati, che ampliano la distanza tra la nostra vita reale e quella che i nostri follower pensano che stiamo vivendo, è uno spiraglio attraverso il quale si insinuano le ombre della sindrome dell'impostore, dell'ansia, della paura, della depressione. Ho dovuto imparare a riconoscere quando i miei momenti sono vissuti per lo sguardo altrui, anziché per me stessa: è un esercizio di responsabilità nella sua forma più autentica.
Stampare un fotolibro equivale per me a un "detox dalla frenesia", un piccolo rituale di riflessione intenzionale, o di "habit pairing", come lo definisco nel mio libro. Trasformi lo scrolling passivo in una pausa consapevole e i pixel in una storia che resta. Sei presente: catturi l'attimo anziché lasciarlo scivolare via. Come ogni buon sistema per la produttività, creare fotolibri con Popsa non è questione di perfezione, ma di costanza. Rivedere il tuo rullino una volta al mese, scegliere ciò che conta e dargli forma fisica non è solo un atto nostalgico, ma un modo semplice e concreto per entrare in contatto con te stessa.
Ecco un esperimento per te: la prossima volta che scorri le tue foto, non cercare ciò che è "bello", cerca ciò che è vivo. L'immagine che ti strappa una risata, quella che ti fa rilassare le spalle, quella che ti ricorda che hai già fatto, visto e provato più che abbastanza.
Quelli sono i tuoi momenti ad alto contenuto di energia, le ore che accendono la tua vita. Trasformali in qualcosa di reale. Conservali. Torna a visitarli. Perché in un mondo ossessionato dall'ottimizzazione continua, c'è qualcosa di rivoluzionario nel fermarsi a riflettere.
Il futuro del successo non consiste più nello spuntare caselle, ma nel raccontare storie, le tue, alle tue condizioni; nella presenza che diventa risultato; nell'ambizione che lascia spazio alla gioia.
Nel 2026, le persone più "di successo" non saranno quelle con l'agenda più piena, ma quelle più connesse alla propria storia: una storia che stanno scrivendo e a cui stanno dando forma per loro stesse. Il successo non consiste più nel dimostrare il proprio valore, ma nel preservarlo.
1. Segui l'energia, non il tempo. Prendi nota dei momenti che sanno illuminarti: quelli sono i tuoi ricordi più preziosi. Creane di più.
2. Seleziona con intenzione. Scegli una sera al mese per riflettere, selezionare e creare: è monotasking denso di significato.
3. Privilegia la costanza, non la perfezione. Non aspettare il progetto "perfetto". Parti da qualcosa di piccolo, l'ultimo viaggio, una domenica mattina, una foto che ti dà da pensare. Qualsiasi progresso piccolo ma concreto è meglio di un progetto perfetto che resta solo un'idea.
Smarter: 10 Lessons for a More Productive and Less-Stressed Life (22,45 €, Hachette UK) è disponibile su Amazon (in lingua inglese).