Mio padre, nato e cresciuto in Inghilterra, ha vissuto in India dal 1969 al 1971. Appena laureato e senza sapere bene quale sarebbe stato il suo prossimo capitolo, decise di insegnare inglese e partì per l'Asia meridionale, destinazione Bhilwara, un piccolo viallaggio nel Rajasthan: poco di più di un gruppetto di edifici nel deserto, con una stazione, una scuola e un ufficio postale. Poche auto, e una fornitura elettrica scarsa e inaffidabile. Lui cucinava e preparava il chai su un piccolo fornelletto da campeggio in un minuscolo appartamento.
Mio padre, nato e cresciuto in Inghilterra, ha vissuto in India dal 1969 al 1971. Appena laureato e senza sapere bene quale sarebbe stato il suo prossimo capitolo, decise di insegnare inglese e partì per l'Asia meridionale, destinazione Bhilwara, un piccolo villaggio nel Rajasthan: poco di più di un gruppetto di edifici nel deserto, con una stazione, una scuola e un ufficio postale. Poche auto, e una fornitura elettrica scarsa e inaffidabile. Lui cucinava e preparava il chai su un piccolo fornelletto da campeggio in un minuscolo appartamento.
Essendo l'unico straniero del villaggio, papà era subito diventato una specie di curiosità locale, quasi una celebrità, anche se le barriere linguistiche rendevano difficile costruire veri legami. Durante la sua permanenza, però, aveva stretto amicizia con due fratelli, Satynarain e Radheshyam Joshi, che si erano dati da fare per accogliere quell'inglese che sembrava un po' sperduto. I loro nomi comparivano spesso nelle sue storie.
Un anno dopo, mia madre, uno spirito altrettanto libero, terminò gli studi e lo raggiunse. Ci vollero tre voli, incluso uno scalo a Dubai, da lei descritta come "un villaggio di pescatori in mezzo al deserto". Mentre mio padre portava a termine il suo incarico, facevano brevi viaggi nel Rajasthan, da Jaisalmer, la Città d'Oro, a Jaipur, la Città Rosa, e più lontano, fino a Amritsar e Dharamshala. Allo scadere del contratto, ritornarono in Inghilterra. Erano i primi anni Settanta: percorsero la Via della Seta attraverso Pakistan, Afghanistan, Iran e Turchia, per poi raggiungere la Grecia e attraversare l'Europa occidentale in autostop.