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Foto che ci cambiano: una lettera d'amore dall'Artico

L'immensità dei paesaggi ghiacciati delle Svalbard ha ispirato una decisione cruciale nella vita della scrittrice Katie Hale.

Writer and poet Katie Hale sat on an ice floe
Writer and poet Katie Hale sat on an ice floe

Sono in piedi, da sola, su una banchisa artica. In quell'istante, decido che voglio sposarmi.

Metto piede sul ghiaccio e lo sento muoversi sotto di me. Intorno, grandi lastroni si urtano e si spingono. Il vento, libero di soffiare senza ostacoli dal Polo Nord, frusta l'unica parte del mio viso non protetta da cappello, sciarpa e cappuccio.

Mi trovo quasi a 80 gradi Nord. Alle mie spalle, troppo lontane per sembrare reali, le cime aguzze delle Spitsbergen digrignano i denti contro le nuvole. Davanti a me ci sono solo oceano, cielo e ghiaccio. La piccola imbarcazione che mi ha portata fin qui si allontana, lasciandomi completamente sola sulla banchisa. Stordita dall'infinità dell'orizzonte e ancora tremante per la fatica dopo essermi avventurata sul ghiaccio, cado in ginocchio. Rivolgo il corpo verso Nord.

Nell'aprile del 2023 sono arrivata alle Svalbard come parte di una residency artistica chiamata "The Arctic Circle", a bordo del veliero Antigua. Avrei condiviso il viaggio con quattro guide, otto membri dell'equipaggio e altri 30 tra scrittori e artisti, per esplorare la costa occidentale delle Spitsbergen, l'isola più grande dell'arcipelago delle Svalbard. La maggior parte delle Svalbard è disabitata, fatti salvi uccelli, foche, trichechi, renne e, naturalmente, orsi polari. Questa sensazione di totale isolamento si riflette anche nelle infrastrutture di comunicazione. Durante le due settimane a bordo dell'Antigua sarei rimasta completamente scollegata dal resto del mondo.

The Antigua tall ship in the distance, photographed from Sarstangen, Svalbard

Foto: Katie Hale

Sono sempre stata affascinata dalle regioni polari, fin da bambina: passavo ore a scorrere serie di fotografie dell'Artico, guardavo Frozen Planet in loop e immaginavo come sarebbe stato visitare luoghi del mondo che, ancora oggi, pochissime persone hanno la possibilità di raggiungere. Qualche anno prima avevo viaggiato in Antartide per documentarmi in vista del mio secondo romanzo, The Edge of Solitude. Sapevo che volevo scrivere anche dell'Artico e, quando si è presentata l'opportunità con The Arctic Circle, non me la sono lasciata sfuggire. Al momento della candidatura ero single e l'idea di restare lontana dai comfort di casa, come il wifi, mi emozionava più che farmi paura.

Quando finalmente è arrivato il momento della residency, stavo con la mia compagna, oggi mia moglie, da circa 18 mesi. Quelle due settimane di viaggio sarebbero state il periodo più lungo che avremmo mai trascorso senza parlarci.

All'improvviso, la mia avventura artica si è tinta di tristezza e preoccupazione: e se restare così a lungo senza contatti fosse stato insopportabile? Peggio ancora: se non lo fosse stato, e la nostra relazione si fosse sgretolata?

Stavamo insieme da abbastanza tempo per poter definire "seria" la nostra relazione, ma allo stesso tempo ci sentivamo ancora in fase di scoperta. Il matrimonio era spuntato nei nostri discorsi sotto forma di battute del tipo: "Questo piatto è così buono che, se un giorno ci sposassimo, dovremmo assolutamente servirlo al nostro matrimonio". Ma non era certo una priorità. Eravamo più concentrate su viaggi e avventure e sulla ricerca di una casa.

Inoltre, il matrimonio mi era sempre sembrato qualcosa che riguardava le altre persone. Nonostante mi fossi battuta per il diritto al matrimonio egualitario quando vivevo in Australia da studentessa, non avevo mai nemmeno partecipato a un matrimonio tra persone dello stesso sesso, men che meno pensato di organizzare il mio.

Writer and poet Katie Hale sat on an ice floe

Foto: Katie Hale

Avanti veloce alle Svalbard, aprile 2023. Durante la residency The Arctic Circle, ho partecipato a escursioni con le ciaspole lungo fiumi ghiacciati, navigato in territori inesplorati ai margini di un ghiacciaio in ritirata e nuotato (a dire il vero, mai più di poche bracciate) in prossimità della nave, nelle baie punteggiate di ghiaccio. A Dahlbreen abbiamo osservato il ghiacciaio franare in acqua, sollevando un'onda che si è abbattuta sulla piccola isola su cui ci trovavamo. A Sarstangen ho camminato nelle cavità turchesi e blu scavate dal ghiaccio che si scioglieva dal basso. Per tutta la durata della residency, questo paesaggio immenso e spesso ostile mi è apparso temporaneo: in continuo mutamento, destinato a scomparire. Nulla dura per sempre, sembrava dirmi.

E poi, all'improvviso, eccomi lì: sola su una banchisa che si stava disgregando, nel punto più a nord dell'intero viaggio, con nient'altro che ghiaccio e acque agitate tra me e il Polo Nord. Sentivo il ghiaccio muoversi sotto di me mentre altre lastre si urtavano ai suoi margini. Presto, quel frammento si sarebbe spezzato, sciolto e dissolto. Nulla dura per sempre. In quell'istante ho sentito un bisogno enorme di aggrapparmi a ciò che contava davvero. In quell'istante ho pensato alla mia compagna e ho capito che volevo sposarla.

The Antigua tall ship 7945 degrees North surrounded by ice floes in the sea

Foto: Katie Hale

Qualche giorno dopo, l'Antigua ha attraccato a Ny-Ålesund, l'insediamento civile più a Nord del mondo, che ospita diverse stazioni di ricerca e, dettaglio fondamentale, anche l'ufficio postale più a Nord del pianeta. Da lì le ho spedito una cartolina, scrivendole che volevo passare il resto della mia vita con lei. Sono quasi certa che la conservi ancora, in una scatola sotto il letto.

Writer and poet Katie Hale showing off her gummy engagement ring

Foto: Katie Hale

Sono rientrata a casa due settimane dopo, con la consapevolezza che tra noi qualcosa era cambiato per sempre. Nessuna delle due ha fatto una proposta vera e propria. Non ce n'era bisogno, anche se abbiamo comunque scattato delle foto di fidanzamento in un luogo dove andavamo spesso a nuotare, non lontano da dove ci eravamo conosciute, usando anelli Haribo e un iPhone appoggiato su una roccia. Invece, abbiamo semplicemente parlato di come volevamo trascorrere il resto della nostra vita insieme e di come desideravamo rendere pubblico quell'impegno, circondate da amici e famigliari.

Ci siamo sposate meno di un anno dopo, due giorni prima di Natale, davanti a un enorme albero addobbato, nella chiesa della mia vivace città natale. Un luogo lontanissimo da quella banchisa isolata e remota, anche se quel momento continua a vivere dentro di me.

Non siamo ancora tornate insieme nell'Artico, anche se è nella nostra lista dei desideri; mi piacerebbe provare a fotografare gli orsi polari e, allo stesso tempo, far conoscere questo straordinario paesaggio di ghiaccio a quella che oggi è mia moglie. Nel frattempo, però, viviamo insieme le piccole avventure di tutti i giorni. Di fronte a un mondo che cambia e scompare, ci aggrappiamo con forza alla nostra vita insieme.

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