Fotografia
I segreti per fotografare l’aurora boreale in Islanda
Jan Dančák, fotografo e amante della natura, condivide dall'Islanda i suoi consigli per immortalare il fenomeno naturale più famoso del Paese


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Jan Dančák, fotografo e amante della natura, condivide dall'Islanda i suoi consigli per immortalare il fenomeno naturale più famoso del Paese


Jan Dančák, meglio noto come "Jan in Iceland", vive da anni in Islanda, dove fotografa gli spazi aperti e insegue l'aurora boreale. Sul suo canale YouTube, condivide consigli e guide che rendono la magia dell'Islanda più accessibile a chiunque la visiti.
L’aurora boreale è uno degli spettacoli più magici della Terra e, se la tua meta è l'Islanda, probabilmente è ai primi posti della tua lista. Ma se vederla danzare nel cielo è un’esperienza indimenticabile, catturarla in una foto è tutta un’altra storia. Fotografare l’aurora può essere impegnativo: è imprevedibile e il meteo cambia di continuo; non è raro che molti tornino dall’Islanda senza neppure uno scatto.
Inseguo e fotografo l’aurora boreale qui da quasi dieci anni e posso dirti una cosa: con il giusto approccio, chiunque può scattare foto straordinarie. Non servono attrezzature costose né anni di esperienza, ma solo qualche tecnica intelligente e un po’ di pazienza. Ecco i miei consigli migliori per aumentare le tue possibilità non solo di vedere l’aurora, ma anche di fotografarla come un vero professionista.
Foto: Jan Dančák
L’aurora boreale è visibile solo quando il cielo è buio, quindi è completamente invisibile durante i mesi estivi islandesi. Da metà aprile a fine agosto, il sole tramonta appena: è la stagione del sole di mezzanotte. Per chi va a caccia di aurore, il periodo migliore è da settembre a marzo.
Personalmente adoro settembre e ottobre: le notti sono già abbastanza lunghe, ma le temperature non sono ancora gelide. E senza neve al suolo, la luce della luna si riflette meno, il cielo appare più scuro e l’aurora risalta ancora di più.
Esistono decine di app e siti che promettono di prevedere l’aurora, ma in Islanda le condizioni cambiano rapidamente e molti di questi strumenti finiscono solo per complicare le cose. L’unico sito di cui mi fido è vedur.is, l’Ufficio meteorologico islandese, che fornisce due informazioni fondamentali: la copertura nuvolosa (verde significa nuvoloso, bianco significa sereno) e la previsione dell’aurora (una scala da 0 a 9 che indica l’intensità prevista). Il criterio che seguo è semplice: se è 2 o più, vale la pena uscire. Ma non basarti solo sui numeri: un cielo limpido conta più delle previsioni.
Foto: Jan Dančák
Andare a caccia di aurore è un po’ come osservare le stelle: più è buio intorno a te, migliore sarà la vista. Se ti trovi nel centro di Reykjavik, vedrai solo le aurore più luminose. Per fortuna, in Islanda di solito basta allontanarsi in auto dalla città per cinque minuti o semplicemente camminare dietro una collina, un muro o un piccolo bosco per sfuggire alla luce diretta. Ricordo ancora una notte in cui mi fermai poco fuori Reykjavik e all’improvviso il cielo intero si tinse di verde e viola: ero l’unica macchina nei paraggi e lo spettacolo sembrava pensato apposta per me.
Foto: Jan Dančák
Uno degli errori più comuni è aspettare troppo per prepararsi. Le aurore più spettacolari, per esperienza, spesso compaiono proprio all’inizio della notte. All’inizio possono sembrare solo una sfumatura verde appena percettibile nel cielo, facile da non notare se non ci si fa caso. Poi, all’improvviso, l’aurora si muove rapida e riempie tutto il cielo. Se la tua fotocamera non è pronta, ti perderai il momento. Il mio consiglio: sistema l’attrezzatura prima che faccia buio.
Foto: Jan Dančák
Certo, un cielo completamente sereno è l’ideale, ma non servono condizioni perfette. A volte basta una piccola apertura tra le nuvole, che può persino rendere le foto più suggestive, aggiungendo profondità e intensità alla scena. Se le previsioni indicano qualche schiarita, vale comunque la pena uscire. Fidati: ho scattato alcune delle mie foto migliori in notti in cui quasi tutti erano rimasti a casa proprio a causa delle nuvole.
Foto: Jan Dančák
La mia opinione sincera? I tour per vedere l’aurora in pullman non valgono la pena. Troppo spesso portano i gruppi in un parcheggio fuori Reykjavik e si limitano ad aspettare e sperare. Meglio uscire da soli, se hai noleggiato un’auto (è più semplice di quanto sembri), oppure prenotare con un operatore più piccolo, magari gestito da un fotografo o da una guida locale. In questo modo, visiterai luoghi migliori e potresti persino ricevere aiuto pratico con le impostazioni per fotografare l’aurora.
Foto: Jan Dančák
Il telefono che hai in tasca può fare foto dell'aurora sorprendentemente belle, se è un modello recente. I nuovi iPhone (dal 14 in su) e gli Android top di gamma gestiscono molto bene la scarsa illuminazione. Ecco come impostarli al meglio: disattiva il flash, attiva la modalità notturna e usa il tempo di esposizione più lungo possibile. Tieni il telefono fermo oppure, meglio ancora, mettilo su un treppiede e imposta un timer per evitare vibrazioni. Per risultati migliori usa l’obiettivo principale, non quello ultra-grandangolare. E ricorda: se il telefono è un po’ datato, potrai comunque ottenere qualche scatto interessante, ma la qualità non sarà paragonabile a quella dei modelli più nuovi. Per molti viaggiatori, imparare a fotografare l’aurora con lo smartphone è l’opzione più semplice e gratificante.
Se hai una GoPro o un’altra action cam, puoi comunque immortalare l’aurora con le giuste impostazioni. Passa alla modalità notturna, imposta un tempo di scatto di circa 15 secondi e mantieni l’ISO sotto 800 per ridurre il rumore. Scatta sempre in RAW, se possibile. Il treppiede è indispensabile: anche il minimo movimento può sfocare l’immagine.
Foto: Jan Dančák
Se stai usando una reflex o una mirrorless, scatta in modalità manuale completa. Ecco da dove parto di solito:
Apertura: la più ampia possibile (f/2.8 o inferiore è ideale, f/4 va comunque bene).
Tempo di esposizione: tra 8 e 15 secondi, a seconda dell’attività dell’aurora. Esposizioni più lunghe (20–30 secondi) possono far emergere luci più deboli, ma se l’aurora si muove rapidamente, meglio tempi più brevi per mantenere i dettagli nitidi.
ISO: parti da circa 800 e regola secondo necessità.
Per il bilanciamento del bianco, imposta un valore intorno ai 4.000 K per evitare tonalità giallastre. Gli obiettivi grandangolari> (12–16 mm) permettono di catturare più cielo, ma anche un 24 mm può andare bene. Per mettere a fuoco, trova una luce lontana, blocca la messa a fuoco e poi passa in modalità manuale. Nessuna luce distante? Imposta la messa a fuoco manuale e porta l’anello sul simbolo dell'infinito. Ingrandisci l’immagine sul display, cerca la stella più luminosa e regola leggermente finché non appare nitida.
Queste sono le impostazioni di base da cui parto, per poi adattarle in base all’intensità e alla velocità dell’aurora. Ogni spettacolo è diverso ed è proprio questo a rendere così divertente fotografarlo. E non preoccuparti di avere l’attrezzatura più nuova o costosa: contano molto di più la tecnica e la pazienza.
Foto: Jan Dančák
La verità è che puoi fare tutto come si deve e comunque tornare a casa senza aver visto l’aurora. Il meteo islandese è imprevedibile: a volte le nuvole non si aprono, altre volte le previsioni sembrano pessime e all’improvviso il cielo esplode di luce. È proprio questa l’essenza della sua magia: non sai mai quando il cielo deciderà di prendere vita.
Abbi pazienza, insisti e non farti scoraggiare dal gelo notturno. È proprio la fatica a rendere la ricompensa ancora più indimenticabile. Ricordo una notte in cui le previsioni davano “2” (attività molto bassa) e invece il cielo si è acceso di onde danzanti verdi e rosse: uno degli spettacoli più belli che abbia mai visto.