Storie

Architetti della memoria: la tatuatrice - Grace Neutral

In questa prima edizione della nostra serie, scopriamo insieme a Grace Neutral come la body art possa diventare espressione di memoria, guarigione e identità.

A tattoo artist with long dark hair and tattoos on her arms and face works on a client's leg in a dimly lit studio.
A tattoo artist with long dark hair and tattoos on her arms and face works on a client's leg in a dimly lit studio.

Quando qualcuno si rivolge alla tatuatrice Grace Neutral con un ricordo da portare con sé per sempre, tutto inizia da una conversazione. Può avvenire via email o di persona nel suo studio, ma alla base ci sono sempre la fiducia e l'ascolto. Insieme, Grace e i suoi clienti ricostruiscono la storia dietro quel ricordo, scelgono dove collocarlo e trasformano l'idea in un design che sia personale e, allo stesso tempo, capace di durare nel tempo. Per Grace, i tatuaggi non sono semplici elementi decorativi: sono archivi viventi di emozioni, guarigione e identità.

Questo approccio è al centro di "Architetti della memoria", una nuova serie che esplora i diversi modi in cui le persone aiutano gli altri a conservare, elaborare ed esprimere i ricordi. In questa edizione raccontiamo la pratica attenta e riflessiva di Grace, che trasforma la body art in un'espressione permanente di momenti che altrimenti rischierebbero di andare perduti. I tatuaggi diventano tappe di vita, memoriali, diari visivi: storie incise sulla pelle, in cui arte e narrazione si fondono.

A person in futuristic attire poses with arms raised against a colorful, swirling background of red and blue light.

Foto: Eivind Hansen

Qual è il tuo primo ricordo legato ai tatuaggi e cosa ti ha fatto innamorare di questa forma espressiva?

È iniziato tutto con mia madre. Era un'artista, affascinata dalle diverse tradizioni culturali, quindi in casa nostra c'erano moltissimi libri sull'arte tribale, compresi alcuni volumi sui tatuaggi. Da bambina passavo ore a sfogliarli, completamente rapita. Ricordo di aver visto i tā moko māori e gli irezumi giapponesi e di aver pensato: "Questi non sono solo disegni, fanno parte dell'identità di una persona". Mi ha colpito moltissimo. È stato come scoprire una forma di magia, rendermi conto che potevi portare la tua storia sulla pelle. La mia passione è iniziata in quel momento.

Tattoo artist wearing black gloves, focused on inking a detailed design on a person's forearm, under soft lighting.
Tattoo artist working on a person's arm in a dimly lit studio with purple lighting. The artist is focused, and the client holds a phone.

Quando hai deciso di diventare tatuatrice? Puoi raccontarci qualcosa del tuo percorso finora?

Diventare tatuatrice non era un piano prestabilito: è successo in modo naturale. Ho iniziato nel mondo della body modification come piercer, lavorando in uno studio di tatuaggi e assorbendo tutto ciò che mi circondava. Con il tempo, vivendo ogni giorno a contatto con i tatuaggi, ho sentito il desiderio di provarci anch'io e ho iniziato con l'hand-poke, perché era la tecnica che sentivo più mia. Ho avuto la fortuna di collaborare con una figura di riferimento nel mondo della body modification, affiancandola in procedure che mi hanno insegnato moltissimo su anatomia e precisione. In seguito ho aperto il mio studio a Londra, Femme Fatale, che ho gestito per sette anni: è stata un'esperienza incredibile, abbiamo costruito una vera comunità e ho potuto collaborare con artisti eccezionali. Una volta conclusa quell'esperienza, mi sono trasferita a Bristol per iniziare un nuovo capitolo.

Person with a shaved head featuring an intricate mandala tattoo, wearing ear gauges and a black top, standing against a brick wall.
A detailed skull tattoo on a person's leg, featuring bold lines and shading. The leg is resting on a wooden surface.
Black ink tattoo of a detailed flower with leaves on a person's forearm, placed on a reflective surface.

Nella tua esperienza, qual è il ruolo dei tatuaggi nel modo in cui ricordiamo?

Per me, tatuaggi e memoria sono inseparabili. Le persone si rivolgono a me per dare forma a momenti fondamentali della loro vita: la nascita di un figlio, il superamento di una prova difficile, il ricordo di una persona amata o anche solo un mantra che le ha sostenute in un periodo complesso. Come una fotografia custodita in un album, un tatuaggio è un'istantanea permanente: ogni volta che lo guardi, quel momento riaffiora. È come incidere la propria storia sul corpo, ed è questo a renderlo così potente. I tatuaggi sono in grado di offrire stabilità e conforto e sono un promemoria costante di ciò che conta davvero.

Puoi condividere una storia particolarmente intensa in cui un tatuaggio è diventato un modo per conservare o rielaborare un ricordo?

Una storia che mi è rimasta particolarmente impressa riguarda un ragazzo di nome Cam. Seguiva il mio lavoro da anni e, purtroppo, si è tolto la vita. L'ho saputo solo quando la sua famiglia mi ha contattata. Sua madre, suo padre e sua sorella sono venuti a farsi dei tatuaggi uguali in sua memoria, e li ho tatuati tutti nello stesso giorno. È stato un momento emotivamente molto intenso e doloroso, ma allo stesso tempo pieno d'amore. La famiglia continuava a cogliere segni della sua presenza, come se fosse lì con noi. Le mie playlist sono completamente casuali, ma mentre tatuavo la madre di Cam è partita una delle sue canzoni preferite, "I'm God" di Clams Casino. A tutti noi è venuta la pelle d'oca. Abbiamo pianto, ci siamo abbracciati; sembrava davvero che Cam fosse con noi. Quel giorno mi ha ricordato quanto in profondità possa arrivare un tatuaggio. Non è solo inchiostro: può diventare uno spazio sacro per elaborare il lutto, ricordare e sentirsi vicini a qualcuno che non c'è più.

A tattoo artist works on a client's arm in a studio with purple lighting. The client, wearing sunglasses, lies on a padded table.

Cosa pensi renda unici i tatuaggi, rispetto ad altri linguaggi artistici, come mezzo per custodire i ricordi?

L'unicità dei tatuaggi sta nel fatto che la tela è una persona: crescono e invecchiano con te, non c'è niente di più personale. Un dipinto può restare appeso a una parete, ma un tatuaggio ti accompagna ogni giorno. E poi c'è la componente del dolore, che rende l'esperienza ancora più intensa: affrontare quel processo rafforza il ricordo. Anche per questo tra tatuatori e clienti nascono spesso legami molto profondi: alcuni dei miei clienti sono diventati cari amici. Per me il tatuaggio è sacro: è arte che entra a far parte della tua vita, per sempre.

Close-up of a person's torso with intricate floral tattoos around the navel, wearing a black top and partially unzipped jeans.

Pensi che i tatuaggi possano essere allo stesso tempo un promemoria e un modo per lasciar andare, e quindi possano aiutare le persone sia a ricordare che ad andare avanti?

Assolutamente sì. Un tatuaggio può essere entrambe le cose. È un promemoria che consente di avere sempre con sé qualcuno o qualcosa, ma anche un processo che aiuta a lasciar andare. Ho visto persone uscire dal mio studio più leggere, dicendo di sentirsi finalmente vicine alla persona amata e, allo stesso tempo, in pace. Una volta qualcuno ha descritto il proprio tatuaggio come "la cicatrice esterna di una cicatrice interna", e questa immagine mi è rimasta impressa. I tatuaggi permettono di onorare il passato e contemporaneamente di aprirsi a un nuovo capitolo. Ti ricordano da dove vieni, ma mostrano anche quanta strada hai fatto.

Tattoo artist with black gloves sits in a studio with purple lighting, surrounded by art and equipment.

Ci sono ricordi personali che hai scelto di conservare attraverso un tatuaggio?

Sì, tantissimi. Dico sempre che i miei tatuaggi sono come un diario: raccontano la mia vita, i miei ricordi, le persone importanti per me e le lezioni che ho imparato. La maggior parte è molto personale, quindi generalmente non condivido le storie che ci sono dietro, ma ho una rosa con il nome del mio migliore amico Norm, realizzata dopo la sua scomparsa. Ho anche un tatuaggio sul collo dedicato a tutti i miei animali, passati e presenti. Ogni volta che mi mancano, lo tocco o lo guardo allo specchio e mi sento come se fossero ancora con me.